- COMUNICATO STAMPA -

Dopo l’omicidio di Veronica Valenti, Amnesty International Sicilia chiede azioni concrete per fermare la violenza contro le donne

Amnesty International ribadisce ancora una volta l’urgenza di fermare gli alti livelli di violenza e le uccisioni delle donne, in quanto tali, da parte degli uomini.

La morte delle trentenne catanese Veronica Valenti, assassinata dall’ex fidanzato al culmine di una lite rappresenta l’ennesima dimostrazione di un clima di perdurante violazione dei diritti umani basata sul genere che caratterizza l’Italia.

Da tempo nel paese ogni anno oltre 100 donne muoiono per mano di un uomo, in circa metà dei casi il responsabile è il partner o l’ex partner e solo in circostanze rare si tratta di uno sconosciuto.

Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne è uno dei dieci punti contenuti nell’Agenda che Amnesty International Italia ha presentato nell’ambito della campagna “Ricordati che devi rispondere” a tutti i candidati e ai leader di coalizione nel corso dell’ultima campagna elettorale.

Dopo aver ratificato la Convenzione di Istanbul il governo ha approvato un decreto legge contenente misure repressive e di tutela delle vittime di violenza riconoscendo così l’esistenza di una situazione grave. Tuttavia, nella normativa italiana non è del tutto presente quell’attenzione alla prevenzione e protezione che invece è richiesta dalla Convenzione di Istanbul.

Nonostante la nuova legge compia un innegabile passo in avanti, si rileva come alcuni standard richiesti sia dalla Convenzione di Istanbul, sia dalle raccomandazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne e come dal Comitato sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne non siano ancora stati raggiunti.

L’esiguità delle risorse economiche stanziate per fronteggiare il fenomeno accanto al la mancanza di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani con una sezione dedicata ai diritti delle donne sembrano rendere ancora meno efficaci i provvedimenti legislativi unitamente all’assenza di un sistema di raccolta dati statistici (disaggregati), necessario per conoscere e prevenire il fenomeno.

FINE DEL COMUNICATO

Per Approfondimenti e interviste

Liliana Maniscalco
Responsabile Regionale – Palermo
320.4746915l.maniscalco@amnesty.it

Antonella Petrosino
Vice Responsabile Regionale – Catania
338.4180644 – antonella.petrosino@amnestysicilia.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>